MARCO
BELINELLI
Marco Belinelli è nato a San Giovanni in Persiceto nei pressi di Bologna il 25 marzo 1986. alto 1,96 gioca nel ruolo di guardia. Giocatore di talento offensivo devastante nella sua giovane età ha già dato un’impronta di livello assoluto alla propria carriera .
28 Giugno 2007
In quella data , al Madison Square Garden di New York , si sono aperte le porte dell’ NBA per Marco Belinelli. E’ stato scelto al primo giro nei Draft NBA 2007 con il numero 18 dai Golden State Warriors, la squadra di Oakland (California). Belinelli andrà alla corte di coach Don Nelson, un tecnico che ama valorizzare i giovani impostando il gioco su un quintetto piccolo e veloce, situazione che si addice perfettamente alle sue caratteristiche. vanni in Persiceto. Troverà in squadra nomi altisonanti come Jason Richardson, Baron Davis e Sarunas Jasikevicius. Queste le sue prime parole: “E’ stata una serata incredibile, soprattutto essere sul palco a dare la mano a David Stern. Non mi rendo ancora conto di quello che è successo perché è davvero un avvenimento unico e irripetibile. Sono contento di Golden State e onorato di essere allenato da Don Nelson”.
Marco inizia a giocare in tenera età nella locale società della Vis dove gioca anche il fratello maggiore Enrico mentre il secondogenito Umberto si fa valere con buoni risultati a livello nazionale nel pattinaggio artistico a rotelle.
Nel 1997 viene notato da Massimiliano Milli, allora allenatore delle squadre giovanili della Virtus Bologna, e nella stagione successiva entra a farne parte, giocando nel ruolo di playmaker. La squadra vince per due anni di seguito i campionati regionali e Marco riceve la nomina di miglior giocatore del torneo. Si occupa di lui Marco Sanguettoli, allenatore dei cadetti e juniores della Virtus. A 15 anni inizia ad allenarsi con la prima squadra, con l'allenatore Ettore Messina e al fianco del campione argentino Manu Ginobili, poi diventato uno dei suoi giocatori preferiti.
Nel 2002-03 debutta in serie A, con 22 presenze in campionato e circa 12 in partite europee, una media di 3 punti a partita e un massimo di 14 punti nella partita contro la Benetton Treviso.
A causa del dissesto economico della Virtus, l'anno successivo passa alla Fortitudo, con l'allenatore croato Jasmin Repesa, sminuendo la sua origine e formazione; la circostanza darà successivamente modo al nuovo proprietario della Virtus, Claudio Sabatini, di rivendicare in più d'una occasione l'appartenenza, quanto meno simbolica, del giocatore al club bianconero.
Gioca 34 partite di campionato, con 12 minuti abbondanti di utilizzo, una media di 4,5 punti a partita (65% da due punti, e il 41% dall'arco del tiro da tre). In campo europeo, gioca gli stessi minuti, con una media di 3 punti a partita e medie al tiro sempre altissime. Il massimo stagionale (14 punti) lo ottiene contro il Panathinaikos, giocando 32 minuti in cui tira con 6/7 dal tiro dal campo, e porta a casa 3 rimbalzi offensivi. La squadra conquista la finale di Eurolega e la finale scudetto, entrambe perse.
Marco indossa inoltre la maglia della nazionale juniores, quarta agli Europei di Saragozza, e incomincia ad essere seguito con interesse dalla NBA.
Nella stagione 2004-05 gioca 17 minuti, con 7 punti (61% da due punti, 41% da tre punti) a partita e con un massimo di 20 punti. La squadra ne trova giovamento, e quando la rosa sembra essere ristretta, dopo l'infortunio del serbo Milos Vujanic e l'allontanamento dalla squadra di Gianmarco Pozzecco, Belinelli si carica la squadra sulle spalle e gioca una inaspettata finale scudetto, dove conduce la Fortitudo al secondo titolo italiano della sua storia. Questa tesi però è contraddetta da centinaia di addetti ai lavori e migliaia di tifosi della Effe scudata, che attribuiscono tale merito al capitano Gianluca Basile.
Nel 2006 debutta nella nazionale italiana, con cui partecipa ai Mondiali di Giappone 2006. Nella prima partita contro la Cina totalizza 6 punti, contro la Slovenia 26 e contro gli USA 25, compresa una schiacciata in contropiede, subendo fallo da Carmelo Anthony.
Il 12 febbraio 2007 Marco Belinelli riceve, a soli vent'anni, uno dei riconoscimenti più importanti del basket italiano, quel "Premio Reveberi" giunto alla ventunesima edizione e conosciuto con la denominazione di Oscar del Basket. La caratteristica peculiare del premio è quella di poter essere vinto una sola volta in carriera, il che rende ancora più significativa l'incoronazione del ragazzo di San Giovanni in Persiceto quale Miglior Giocatore.
Alle 21.23 del 28 giugno 2007, nel corso del draft NBA viene selezionato al primo giro come 18° scelta assoluta dai Golden State Warriors, primo europeo, così come nel 2006 Andrea Bargnani.
Tra i vari messaggi di auguri, dopo il draft, riceve anche quello di Walter Veltroni, sindaco di Roma nonché presidente onorario della Lega Basket.
All'esordio nella Summer League di Las Vegas con gli Warriors , l'8 Luglio 2007 realizza ben 37 punti con 14/20 dal campo e 5/7 nel tiro da 3 in 40 minuti di gioco.
10 LUGLIO 2007 Las Vegas, va di moda : il
"Belinelli's show"
Il bolognese,
nonostante l'influenza, continua a incantare: 23 punti, ma anche un buon
rendimento in difesa. Per il pubblico è già il beniamino della Summer League. E
i Warriors continuano a vincere: 94-87 ai Philadelphia 76ers.
LAS VEGAS, 10 luglio 2007 - Ai tanti spettacoli in cartellone a Las Vegas
adesso bisogna aggiungere anche il "Belinelli’s Show". L'italiano non
flirta con i record della Summer League, come nella sua gara d’esordio, ma
gioca alla grande anche nel suo secondo match in Nevada. 23 punti conditi da
alcune buone giocate in difesa, da grandi letture in attacco e da alcune triple
che fanno
gongolare in tribuna Don Nelson e Chris Mullin. I Warriors battono i 76ers 94-87 e
"Beli" rimane sul parquet ben 35’ (dopo i 40 della prima partita del
torneo), sfidando il fuso orario, la stanchezza per il lungo viaggio non ancora
assimilata e anche una mezza influenza ("l’aria condizionata qui è
pazzesca" dice incredulo l’azzurro), ma alla fine esce dal campo tra gli
applausi di un pubblico che lo ha oramai eletto beniamino della manifestazione.
PRIMA OPZIONE - Marco parte in quintetto e ha subito voglia di riprendere da
dove aveva lasciato. Lo staff tecnico mostra tutta la fiducia che ha in
Belinelli promuovendolo a prima opzione offensiva. Lui ripaga costruendosi tiri
dal perimetro e facendo costantemente andare a vuoto il proprio avversario
diretto. 10 punti nel primo quarto, con un paio di triple sparate in faccia a
Rodney Carney, poi però affiora la stanchezza. Quattro errori consecutivi e finalmente
a 4’29’’ dalla fine del tempo il primo meritato riposo in panchina della Summer
League per Beli. La ripresa presenta un Belinelli devastante. Golden State
riprende in mano le redini del match e Marco trova subito la retina da distanza
siderale, poi firma un bel canestro dal perimetro e chiude il suo parziale di
4/4 con altre due triple salutate con sonori applausi dal pubblico di Vegas.
FA ANCHE IL PLAY -
La gara scivola via senza grosse emozioni perché i Warriors hanno il match
saldamente nelle proprie mani, l’azzurro sporca le proprie percentuali trovando
comunque sempre buoni tiri ma si impegna in difesa e qualche volta inizia anche
l’azione da playmaker. Don Nelson, infatti, prevede qualche minuto in regìa in
ogni gara per Beli durante la regular season. Anche questa volta però Belinelli
chiude con il botto firmando un bellissimo canestro a 1’26’’ dalla conclusione
dopo una devastante penetrazione che manda al bar il suo marcatore Bobby Jones.
Il bolognese chiude cosi con 23 punti (4/15 da due e un ottimo 5/8 da tre), un
rimbalzo, due assist e un recupero. Finita la gara 15 buoni minuti a firmare
autografi. Oramai Marco Belinelli è una delle attrazioni di Las Vegas.