LA STORIA SIAMO NOI
perché il basket non è fatto solo di campioni,
di trofei , di NBA , ma è fatto soprattutto da quelle persone che per passione
trascorrono una vita tra i canestri , che escono di casa la mattina con la
borsa in auto ed escono “di rincorsa” dalle fabbriche o dagli uffici montano in
macchina e fanno chilometri per andarsi ad allenare o per andare ad allenare ,
ed è fatto anche da ragazzi che pur di
allenarsi rinunciano ad uscire con gli amici e studiano nei ritagli di tempo
andando magari la mattina a scuola impreparati ma non perdono mai un
allenamento, ed è fatto da quei dirigenti che ogni giorno rischiano di
separarsi dalla moglie perché anziché occuparsi delle cose domestiche escono
per andare in palestra e magari la domenica trascorrono il loro tempo in un
palazzetto invece di andare in giro.
a tutte queste persone nessuno ha mai detto
grazie ma rappresentano la vera essenza di questo meraviglioso sport e a tutte
queste persone voglio dare spazio in questa sezione affinché raccontino “LA
LORO PALLACANESTRO” .
Questa rubrica è dedicata ad ANDREA
ARRIGHI , giocatore del 1989 del Us Rosignano , tragicamente scomparso in un
incidente stradale la sera del 8 Aprile 2007 , un ragazzo che definire
straordinario è perfino riduttivo . Il suo ricordo , insieme a quello di Marco
Rubino e di Matteo Muzzetto, due ragazzi che ho allenato negli anni di Ghezzano
e che purtroppo la scorsa primavera hanno avuto un analogo epilogo della loro
brevissima esistenza, mi accompagnerà per sempre.
Stefano Dari
Se chiudo gli occhi per un
attimo mi rivedo negli anni ’80 davanti ad un televisore in una notte di inizio
estate a vedere una gara di play-off tra Boston e Los Angeles , un attimo dopo
rivedo Isiah Thomas che domina una finale contro Portland passando in mezzo a
due colossi e andando ad appoggiare la palla sul tabellone. Erano gli anni in
cui mi apprestavo a muovere i primi passi nel mondo dei coach . Di lì a poco
avrei avuto un gruppo da allenare , gli Juniores dell’ Uisp Basket , il primo
gruppo che ho allenato da solo : cavolo ! mi sembrava di avere per le mani i
Lakers ! ore e ore a preparare programmi e allenamenti, ore a parlare e a
confrontarmi con gli altri allenatori sulle proposte che facevo ! Che
entusiasmo ! Eppure nonostante parecchi anni in meno non mi cambierei mai con
quello che ero realmente in quel
periodo , forse perché vivo ancora oggi intensamente questa avventura
così facevo nel primo lontanissimo anno
di palestra, forse perché adesso ho tante sicurezze che a quell’epoca non
avevo. Forse perché , come dice il mio amico Tiziano Boschi : “pensare al
passato è da persone depresse”. Mi piace invece ripensare all’ultimo anno
solare che per me è stato davvero importante. Ho conosciuto una società, la
Libertas Lucca , che mi ha ridato la voglia di allenare come un tempo. Pur in
mezzo a mille fatiche ho davvero riassaporato un certo non so che. Ho
conosciuto un gruppo di ragazzini scatenati, quelli che giocavano nella squadra
Under 13 che mi era stata affidata, che con il passare delle settimane e dei
mesi sono diventati giocatori nella mente come di rado mi era accaduto in
passato quando avevo avuto a che fare con gruppi di quella età. Si dice che nel
2007 i ragazzi non sono corrispondenti a quelli di un tempo. Forse la fortuna è
stata dalla mia parte ma in questa circostanza è sembrato quasi che il tempo si
fosse fermato. Per non parlare dei genitori che sono passati da essere miei
detrattori a diventare amici con i quali anche oggi che l’esperienza comune è
finita, usciamo insieme a cena o andiamo al mare non appena i nostri reciproci
impegni ce lo permettono. Senza sfociare nella retorica alla fine le
soddisfazioni di coloro che non fanno questa attività come lavoro primario
devono necessariamente essere queste. Non ringrazierò mai abbastanza tutte le
persone con cui ho avuto a che fare in questa breve ma intensa esperienza
lucchese e sarò sempre grato a Bruno Paoli e Raoul Cecchi, due dirigenti
straordinari che in tanti anni di basket non ho veramente mai trovato.
“Le cose più belle spesso si nascondono dove mai andresti a cercarle” (
di Alessandro Ricci )
Giugno 2003 - Palazzetto
dello sport di Lucca: per me il campo più bello della Toscana. E’ finita un’altra stagione di basket. Una stagione
importante perché l’ultimo anno di juniores segna,volendo o non volendo,la fine
di qualcosa. Per me era la fine del basket a livello giovanile, pensavo. La mia
società infatti, la Pallacanestro Lucca non aveva mai partecipato ai campionati
under 21. Avrebbe cominciato a farlo l’anno successivo.La mia squadra composta
dagli stessi ragazzi che avevano giocato insieme per anni e anni:che fine
avrebbe fatto? Più di metà smise di giocare. Non volevo che quello succedesse
anche a me. Come si fa a decidere di smettere di giocare a basket,come puoi
pensare di vivere senza pallacanestro?????? Per me è impossibile. Io sono
quello che passa la notte in bianco per vedere le partite nba su sky…....quello
che anche dopo un sabato di bagordi si sveglia,anche se non è fisicamente
pronto a farlo,per vedere l’anticipo di mezzogiorno del campionato. Io lo
riconosco sono proprio malato. Vado anche a vedere le donne però lì devo essere
sincero ci vado più per amicizia perché il basket femminile è un altro sport….
Vabbè torniamo a noi. Ultimo anno campionato juniores. Avevamo fatto un bel
campionato. In cinque di quella squadra ci allenavamo con la serie B.
Io,Petrocchi,Canali,Marlia e Keraj. Eravamo molto contenti di questo. Per me
era una gran “figata”. Allenarmi con uno dei miei eroi di quando ero piccolo
ovvero Nicola Zaghi, che in allenamento ti rifilava delle gomitate assurde per
farti capire che dovevi farti le ossa; fare la seduta di tiro con Giampaolo
Drocker che e su questo non sento discussioni è un super tiratore……davvero una
gran ficata. Il coach era Luca Locci. Per me era una “figata” perché io prima
di tutto ero super tifoso di quella squadra. Mi sono visto gli anni della B1
col palazzetto strapieno quando ancora eravamo biancoverdi. La squadra di
Zaghi,Della Rosa e del grande Dino Petri, mio istruttore di mini basket.
Mi sono fatto anche la trasferta a Vicenza con la
mia mamma e due pulman di tifosi per la sfida Salvezza……retrocedemmo uguale,ma
un Lauro Bon da antologia quella sera. Insomma io ora facevo parte di quella
squadra. E pensavo che l’anno dopo magari sarei anche in panchina qualche
volta…..uno ci spera sempre ma le cose andarono diversamente. Il nostro responsabile del
settore giovanile chiama un pomeriggio al palazzetto proprio noi cinque. Noi
andiamo, ci sediamo a bordo campo sulla panchina e lui comincia a “ intortarci
con dei discorsi infiniti, poi si ferma
perché arriva tra noi un’altra persona che non conoscevo. Un signore con
occhiali da sole e pantaloni sgargianti. Era Sergio Guidi presidente della
società di Altopascio che milita nel campionato di serie c2. Loro avevano già
deciso. Lui era lì per dirci insieme al nostro dirigente che per volere della
Pallacanestro Lucca noi saremmo andati a giocare in prestito ad Altopascio.Lui
aveva una squadra under 21 e voleva rinforzarla,noi non rientravamo più nelle
grazie della Pallacanestro Lucca. Lì per lì non fu una bella sensazione. Quando
ti rendi conto che il tuo sogno di giocare nella squadra della tua città e
nella squadra dove sei cresciuto svanisce non è per niente una bella
sensazione. Un pro però c’era.A Sergio Guidi eravamo stati consigliati da
Raffaele Del Rosso,l’allenatore a cui devo praticamente tutto,e che allenava la
serie c2 ad Altopascio. Era lui che ci voleva ad Altopascio. Decidemmo di
andare non senza perplessità. Keraj era nel stato preso anche per la prima
squadra.Io entrai nella rosa dopo due settimane dopo l’inizio del campionato
quando uno dei playmaker decise di smettere di giocare. Ci accorgemmo subito
però di aver fatto la scelta giusta. L’ambiente che trovammo ad Altopascio al
nostro arrivo era entusiasmante.Persone straordinarie che mandavano avanti una
piccola società esclusivamente mossi dalla passione per il gioco.Allenatori il
cui unico obiettivo era creare giocatori e divertirsi insieme ai giocatori sia
dentro che fuori dal campo.Il posto ideale dove ambientarsi in fretta e
lavorare per migliorarsi. Il primo anno di under 21 è stato ottimo. Non eravamo
molto forti ma ci qualificammo lo stesso per la seconda fase del campionato.
Con la serie c2 ottenemmo una bellissima quanto soffertissima salvezza.
L’anno seguente fummo confermati in toto e con
l’under perdemmo la finale regionale. Nel 2005 arriva Bruno Ialuna e siamo
tutti nel giro della prima squadra. Ora si comincia a fare sul serio. Si gioca
con i grandi.Risultato esaltante: Playoff ! Fuori in semifinale contro san
Vincenzo ma ce la giocammo alla grande. Al primo turno eliminammo San Miniato
che si era classificata seconda al termine della stagione regolare. In gara tre
in trasferta c’era più gente che veniva da Altopascio che gente di San Miniato.
Fu un trionfo!!! La partita che ricordo con più piacere in assoluto anche
perché giocai alla grande e i miei amici erano a vedermi. Petrocchi quest’anno
ha giocato a Lucca in promozione ,Canali ha smesso ,Marlia ha smesso io ho
giocato anche quest’anno ad Altopascio. Risultato Playoff. Eliminati al primo
turno però ho partecipato a quello che non sono riuscito a fare io negli anni
di under 21: la squadra under 21 ha vinto il campionato regionale e io facevo
l’assistente allenatore. Ora la mia esperienza ad Altopascio potrebbe finire
non si sa con certezza,o forse potrebbe esserci una pausa di un annetto chissà.
Quello che so è che quello che avevo paura di fare,cioè andarmene in un'altra
società ,si è rivelata l’esperienza sportiva più divertente ed emozionante. Mi
sono accorto che non bisogna aver paura di cambiare perché cambiare ti fa
crescere e spesso ti riserva tante sorprese inaspettate. Mi sono accorto anche
di un’altra cosa. La cosa più bella dello sport non sono i risultati che
ottieni,se sfondi o non sfondi; la cosa più importante è la squadra, ,il
gruppo. Nessuno si ricorderà mai che quell’anno hai avuto una media punti di 15 o 20 ma tutti si ricorderanno che il
gruppo di due anni fa era un gruppo speciale ,il gruppo perfetto e che ha
raggiunto contro ogni pronostico la semifinale playoff che per una società
piccola è un risultato straordinario!!!!! Le statistiche dopo un anno le butti
via gli amici no! Il Basket vero è quello delle “minors” dove non ci sono
interessi , dove per fortuna ci sono pochi soldi e dove la pallacanestro la
fanno solo le persone che amano questo sport.